Buono regalo per Friulane personalizzate
Sei alla ricerca di un regalo originale ma non conosci le preferenze della persona a cui destinarlo? La Gift Card La Cort è la soluzione ideale!
Buono regalo per un paio di Friulane personalizzate: acquistando il buono riceverai per e-mail una Gift Card del valore di 69 € che il beneficiario potrà utilizzare per richiederci le sue Friulane preferite.
Numerazioni donna: dal 34 al 42 / uomo dal 39 al 46 / bambini dal 22 al 33 (versione con cinturino).
Friulane per donna, uomo o bambino in velluto o cotone, colore personalizzabile; suola antiscivolo in gomma.
Le Friulane di La Cort sono le autentiche calzature locali: questo modello prevede che la tomaia sia unita alla suola tramite una cucitura completamente eseguita a mano da sapienti mani artigiane. Grazie alla morbidezza del velluto, la scarpetta si adatta al piede e lo veste elegantemente. Tomaia interna in cotone nero.
Le calzature friulane o scarpets sono adatte per l’utilizzo interno così come per quello l’esterno, grazie ad una robusta costruzione ed alla suola in gomma.
Contatta il servizio clienti La Cort per chiarimenti sull’ordine.
Possibili imperfezioni o minime differenze di prodotto rispetto alla foto indicano l’alta artigianalità di un prodotto fatto a mano.
PRODUZIONE
Sono rimasti pochi produttori locali a realizzare e riproporre la storica friulana, con un’attualizzazione nei colori e nei materiali. Calzature realizzate totalmente in Friuli con materiali di qualità e in tirature limitate.
La lavorazione si avvale anche della cucitura artigianale della suola alla tomaia con una complessa tecnica di cucito realizzata ancora rigorosamente a mano come in passato. Un sapiente lavoro artigianale che rende gli scarpèts unici, flessibili e confortevoli.
UN PO’ DI STORIA
Lo scarpèt fino a qualche decennio fa era la calzatura tipica della Carnia e anche di tutto il Friuli. Si trattava di una vera e propria scarpa bassa senza tacco di panno, velluto o di tela, con una suola di vari strati tela cucita fittamente con lo spago per irrobustirla, utilizzata da tutta la famiglia e realizzato in casa. Nei tempi più recenti si cominciò a recuperare i copertoni delle biciclette per realizzare le suole in gomma.
A seconda delle località e del periodo veniva realizzato con una punta più o meno arrotondata o rivoltata in alto, anche la scollatura era più o meno pronunciata ed eventualmente con un apice rivolto all’indietro. Si distinguevano poi gli scarpèts di fatica creati con stoffe di recupero e resistenti, da quelli di gala in velluto nero, semplici o con un fiore ricamato.
Le donne poi nel periodo estivo si spostavano per vendere le loro creazioni e riuscirono ad avere un buon mercato a Venezia, soprattutto con i gondolieri, i quali stando in piedi tutto il giorno sulla superficie della gondola necessitavano di una calzatura comoda, fresca e che non rovinasse la vernice.
La diffusione dalle zone montane fino al Veneto determinò nel corso del tempo l’uso di vari nomi come scarpette friulane, furlane, veneziane, papusse oltre a scarpets, che identificano anche varianti del modello originale.






















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