Ciclovia Alpe Adria

Ciclovia Alpe Adria_ponteFella

La regione Friuli Venezia Giulia, per chi non avesse avuto l’occasione di visitarla, può vantare paesaggi molto differenti. Poiché il territorio spazia dall’arco alpino ai confini con l’Austria, fino a sud con il litorale adriatico con le sue ridenti località balneari.
Il territorio per questo offre molte opportunità di escursioni, adatte per chi è appassionato di trekking ma anche di ciclismo. E così è nata pian piano, a partire dagli anni ‘90, una rete abbastanza fitta ed interessante di piste ciclabili. Abbiamo esplorato per voi la Ciclovia Alpe Adria e ci siamo soffermati in un luogo molto particolare, nel cuore della Val Canale.

Ciclovia_AlpeAdria-Romea

 

Altri percorsi interessanti in sella alla bicicletta sono: la Ippovia da Udine a Buia, la ciclabile di Claut e la ciclabile dei Mulini che costeggia il torrente Torre a nord di Udine. Interessanti anche i diversi percorsi della Terra dei Patricarchi.

Ciclovia Alpe Adria: quale direzione seguire?

Indicazioni_CicloviaAlpeAdria

La spettacolare Ciclovia Alpe Adria percorre un tratto abbastanza lungo, dall’Austria più precisamente da Salisburgo, fino alla costa friulana presso l’Isola del sole, a Grado. Ad eccezione di alcuni piccoli tratti, in parte austriaca ed italiana, coperti da servizio ferroviario o coincidenti con le strade statali, questo percorso ciclabile è davvero eccezionale. Si calcola un tempo di percorrenza di circa una settimana per “macinare” 415 chilometri. Un percorso che si addentra nelle principali città così come nei paesi ricchi di storia e di cultura, nelle campagne e nei boschi.

Nella nostra Regione l’inaugurazione di diversi tratti ha avuto luogo tra il 2009 ed il 2015, e recentemente il percorso è stato completato con alcuni tracciati della Val Canale e verso Grado. La ciclabile percorre a nord la linea ferroviaria, per altri tratti prati e zone boschive lungo torrenti per poi costeggiare la cosiddetta Pontebbana strada che da nord scende verso Udine, toccando il borgo medievale di Venzone e Gemona. Da qui la direzione verso la laguna fa esplorare i campi ed i paesi della Bassa Friulana percorrendo i comuni di Pradamano, Pavia di Udine, Mereto di Capitolo, Palmanova fino ad arrivare ad Aquileia. Ogni località offre le sue peculiarità con dimore storiche da visitare o borghi rurali unici.
Ormai giunti alle porte di Grado, passando per Belvedere che già offre un paesaggio lagunare unico nel suo genere, si percorre il tratto recentemente completato passando dalla terraferma al ponte girevole.

Il sito web ufficiale propone 8 tappe con percorrenze massime di 54 km l’una, quattro sono in Austria e le altre quattro coprono il tragitto da Villaco a Grado.

Dettaglio_LaChiusaAlpeAdria

 

Ogni tappa prevede punti di ristoro ed alloggio per i ciclisti, molti di questi attrezzati per soste anche tecniche. Il sito della Ciclovia Alpe Adria elenca tutte le strutture ricettive aderenti al progetto.

La ex stazione ferroviaria di Chiusaforte

Una sosta più che piacevole è quella che potete fare a Chiusaforte, nel luogo dove una volta passava e si fermava il treno che collegava il Friuli Venezia Giulia con l’Austria. Da quando la rete ferroviaria ha deviato il percorso per renderlo più sicuro e moderno, la linea è rimasta dismessa fino a quando si è riutilizzato parte del percorso per renderlo ciclabile.

ExStazioneChiusaforte
Nella ex stazione di Chiusaforte, si è pensato ad un recupero vero e proprio dando un servizio aggiuntivo al cicloturista. Attiva dal 2014, non solo con una mostra dell’antico tracciato ferroviario, ma anche per una sosta per soddisfare i palati degli sportivi in cerca di ristoro. Si preparano piatti utilizzando ingredienti di prima scelta e rigorosamente locali. I posti tavola non sono molti ma è garantito anche un servizio veloce per chi ad esempio desidera solo uno spuntino o il caffè.

dettaglio_exStazioneChiusaforte
La Cooperativa la Chiusa che attualmente gestisce questa sede, offre anche quattro camere per chi desidera alloggiare dopo aver viaggiato in bicicletta tutto il giorno.
In loco c’è anche la possibilità di noleggiare biciclette ed attrezzature o di provvedere a riparazioni. All’interno del locale, ristrutturato semplicemente ma con gusto, si possono trovare anche gadget, souvenir a ricordo di questa tappa oltre che prodotti locali. Insomma un momento di pausa e relax è assicurato sia internamente che nella parte esterna soleggiata.
Interessante è la guida che la Cooperativa ha preparato per il turista in cerca di maggiori informazioni.

Gadget_exStazioneChiusaforte

 

Vi ricordiamo che la ex stazione di Chiusaforte è aperta da marzo a ottobre ogni giorno.
Per maggiori informazioni visitate il sito https://www.stazionedichiusaforte.it/
Oppure contattate la sede: 0433 52344
Su Facebook: Stazionedichiusaforte

Val Resia: scopri le tradizioni e la storia della sua popolazione

ValResia

Chi ama percorrere e viaggiare nella nostra regione Friuli-Venezia Giulia ed addentrarsi nei percorsi meno noti, rimarrà entusiasta dopo una visita alla Val Resia. Situata tra le Prealpi Giulie con il Monte Canin a nord est e confinante a sud con i Monti Musi, è una vallata che conserva ancora tradizioni popolari antiche grazie alla sua peculiare posizione, quasi isolata dalle normali mete di gite ed escursioni.

Veduta del Monte Canin (UD) dalla Val Resia

 

Per questo abbiamo voluto regalarvi uno scorcio sul magnifico paesaggio intervallato da paesini che animano questa vallata boschiva. Luogo apparentemente semi-abbandonato ma che in realtà racchiude importanti saperi e sede di attività culturali molto attive.

Tradizioni antiche e… nuove nella Val Resia

Partendo da Resiutta, situata sulla statale che da stazione Carnia porta verso Pontebba, troviamo una piccola ma interessante mostra dedicata al mondo delle cave (Mostra Miniera del Resartico). Infatti, una delle attività economiche che hanno sostenuto più di altre la comunità di Resiutta sono state proprio le estrazioni minerarie. Testimonianze uniche di questa dura vita si incontrano anche visitando un primo tratto della miniera, intraprendendo un percorso non lontano dal centro abitato.

Proseguendo il tragitto che porta pian piano ad un’altitudine maggiore, si entra nel pieno della vallata; folti boschi fiancheggiano la strada statale che arriva fino alla frazione di Stolvizza. Questa è una località che ospita le attività culturali principali, molto fiorenti.
Ricordiamo come la lingua parlata, il resiano, sia un esempio di come il luogo influisce sul linguaggio. Come riporta il catalogo del Museo degli Arrotini della Val Resia: “Secondo il linguista Han Steenwijk – la posizione geografica di Resia, pone la valle all’incrocio delle tre famiglie linguistiche europee, il germanico, il romanzo e lo slavo -”.
Oltre alle particolarità linguistiche ricordiamo la peculiare tradizione musicale popolare che si esplica nel canto, nella danza e nella musica. Quest’ultima suonata, ancora oggi, con i tipici strumenti resiani: la cïtira (violino) e la bünkula (violoncello).

Figure della tradizione folcloristica della Val Resia
Figure della tradizione folcloristica della Val Resia

 

Da qua il collegamento al carnevale, in lingua locale Pust, che in Val Resia è conosciuto per alcune particolari caratteristiche: l’allegria e quindi la musica e la danza ed il colore. Tanti fiori colorati di carta adornano abiti, cappelli ed accessori.

Fiori di carta del carnevale resiano
Decorazione con fiori di carta del carnevale resiano

 

Nel paese di Stolvizza si trova il Museo delle Tradizioni ed Arti Popolari (Museo della Gente della Val Resia)  dove un’edificio del Settecento è stata adibito a spazio espositivo riprendendo fedelmente le caratteristiche di una tipica abitazione resiana antica.

Il Museo dell’Arrotino

Visita obbligata è quella al Museo dell’Arrotino, dove viene ripercorsa la storia della popolazione locale con un occhio specifico sull’arte della coltelleria ed affilatura. Lì vi sono conservati ed in mostra moltissimi strumenti di lavoro di artigiani nativi della Val Resia.

strumenti da lavoro nel museo degli Arrotini della Val Resia

Colpiscono all’inizio del percorso guidato, delle vere e proprie cassettiere portatili con le quali, alcuni abitanti del posto, nel Settecento partivano per vendere piccoli accessori. La domanda dei clienti cresceva e nacque la richiesta di affilare coltelli e forbici. E, come si suol dire, di necessità si fa virtù. I cramârs, questi venditori ambulanti, dovettero quindi adattare gli strumenti a disposizione e dotarsi di una mola: prima ambulante poi una vera e propria macchina condotta a mano come una carriola.
L’esperienza e la necessità di viaggiare portarono infine a dotarsi di due ruote al pari di una bicicletta. La macchina più completa era proprio questa, permetteva di spostarsi più facilmente. All’interno del museo si può vedere anche una macchina con ruote per arrotino originale spagnola.

Ricordiamo come molti resiani si sono spostati oltreconfine ma anche in posti lontani, arrivando perfino in Gran Bretagna, Ungheria e Russia.
Alcuni di essi fecero fortuna e riuscirono ad aprire sul posto delle botteghe artigiane; altri dopo alcuni anni come ambulanti rientravano al loro paese.

Il lavoro artigiano degli arrotini della Val Resia è complementare a quello dei fabbri di Maniago specializzati nella realizzazione di manufatti in ferro. Dapprima armi, poi coltelli, forbici ed altri strumenti da lavoro. Per documentarsi maggiormente invitiamo a consultare la nostra sezione coltelleria.

Forbici_museo_arrotino
Forbici in esposizione presso il Museo dell’Arrotino

 

Vi ricordiamo che il museo dell’Arrotino è visitabile tutto l’anno con i seguenti orari:
Dal martedì al sabato: dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 14.00 alle 16.00
Per maggiori informazioni visitate il sito www.arrotinivalresia.it
Oppure contattate la sede: cell. +39 333 1253299 / info@arrotinivalresia.it
Gli Arrotini Della Val Resia sono anche su Facebook!

Ultimo consiglio! Una piacevole escursione lungo il sentiero Ta Lipa Pot . Questo è un percorso circolare che circonda la frazione di Stolvizza, facilmente percorribile da tutti. Per maggiori informazioni clicca qui.

Per informazioni, invece, sul carnevale visita il sito www.resianet.org oppure www.ecomuseovalresia.it.

Ricordiamo che quest’anno i festeggiamenti sul carnevale si terranno a partire dal 2 marzo 2019.

Ed ora non vi resta che organizzare una gita nella Val Resia!

 

Ringraziamo il Museo dell’Arrotino di Stolvizza di Resia (UD) per averci concesso l’utilizzo di alcune immagini e materiali illustrativi.

Trascorrere il Capodanno in Friuli Venezia Giulia

Carnia in inverno

Per trascorrere i vostri giorni di festa in Friuli Venezia Giulia, ecco uno sguardo su alcune iniziative ed eventi organizzati a livello locale.
La Cort, nello spirito di promuovere le produzioni ma anche le tradizioni e le peculiarità della Regione, offre alcuni spunti per visite in diverse località del territorio friulano.

Siamo nel Medio Friuli: visitabile fino al 28 febbraio 2019 presso la sala consigliare a Basiliano (UD) e ad ingresso libero, la mostra d’arte contemporanea Morârs.
Elemento caratterizzante del paesaggio friulano era ed è parzialmente ancora il gelso (in lingua friulana morâr), albero che costeggia solitamente le strade delle pianure del Friuli centrale e non solo. Presente lungo gli argini di rogge ed un tempo indispensabile perché fornitore diretto dell’alimento dei piccoli bachi da seta. L’evento-mostra offre diversi punti di vista e tecniche pittoriche per raccontare questa pianta simbolo della nostra cultura.
Ulteriori informazioni a questo link.

Non lontano dal comune di Basiliano, ci dirigiamo verso il confinante comune di Mereto di Tomba dove fino al 13 gennaio è visitabile la mostra Cjastelîrs, Tumbaris, Mutaris…. Una piccola ma interessante mostra dedicata al Friuli centrale nella protostoria. I castellieri, particolari fortificazioni e le tumbare, cioè alture di origine artificiale perlopiù utilizzate quali sepolcri, sono stati oggetti di studi per raccontare come vivevano a quell’epoca le popolazioni locali. Interessante lo studio e la ricostruzione del volto di un giovane il cui scheletro è stato ritrovato proprio in uno di questi cumuli.

Di altro genere la mostra visitabile fino al 24 febbraio a Casarsa della Delizia (PN) presso il Centro Studi Pier Paolo Pasolini, dove è stata esposta la documentazione fotografica di Divo Cavicchioli e Angelo Novi scattata durante le riprese di Mamma Roma, il film del regista friulano con protagonista la celebre Anna Magnani.
Ecco il link al portale del Centro Studi che porta il nome dell’autore e sorto nella sua città natale.

Se preferite invece le mete classiche del periodo, cioè i presepi allestiti in diverse località e realizzati con differenti materiali della natura, vi segnaliamo il presepe di sabbia di Lignano Sabbiadoro. Arrivato alla sua 15° edizione è come sempre suggestivo, frutto del lavoro di tanti artisti ed è meta di visitatori da tutta Europa. Ulteriori informazioni a questo link.

Per rimanere in zona costiera, anche l’incantevole cittadina di Grado offre la possibilità di una visita piacevole per ammirare fino a 250 diversi presepi allestiti in un itinerario che si snoda lungo le vie del peculiare centro storico. C’è tempo fino al 6 gennaio per ammirare le opere! Per ulteriori info ed eventi a tema clicca qui.

Infine un’idea originale se trascorrerete del tempo in montagna: realizzare le maschere di legno insieme agli intagliatori e falegnami Plozzer, titolari dell’omonima azienda.
A Sauris di Sopra (UD) su prenotazione c’è la possibilità di mettersi alla prova con questa attività di intaglio. Per info scrivete a info@legnostileplozzer.com. Ecco un’immagine delle maschere della tradizione carnevalesca sauriana.

maschere in legno

 

 

Il Natale La Cort

Ci stiamo avvicinando al momento più atteso dell’anno, quello che riunisce grandi e piccini tutti insieme per festeggiare il Natale.

Per l’occasione noi di La Cort abbiamo preparato un catalogo con diverse idee regalo: decorazioni natalizie, accessori per la cucina con una selezione specifica di coltelli, accessori per uomo e donna, giochi da tavolo e due linee naturali di cosmetici. Abbiamo individuato proposte di diverso budget, per un piccolo pensiero sino ad un regalo più importante.

Dalle tradizioni della nostra terra, il Friuli Venezia Giulia, dall’esperienza e dalla conoscenza degli artigiani, ecco il Catalogo Natale 2018: LaCort Natale2018

Per ogni informazione potete chiamarci al 392 9967222 oppure scrivere al Servizio clienti.

Buona visione!

 

set grappa

 

Speciale Friuli Doc

scarpet bambina

In occasione di Friuli Doc edizione 2018 La Cort ha preparato una promozione speciale per tutti i suoi utenti e clienti affezionati.

Acquista online e digita il codice “FRIULIDOC2018”:

ed ottieni uno sconto immediato di 5 euro con una spesa minima di 40 €*

*Valido solo per i giorni della manifestazione: 13 – 14 – 15 – 16 settembre 2018 (sconto valido per un singolo ordine e non cumulabile con altre promozioni/sconti)

Cosa acquistare sul nostro shop online?

Tutti gli articoli del nostro shop online provengono da artigiani ed aziende del Friuli Venezia Giulia:

Accessori per la cucinacoltelleria

Idee regalo per uomo e donna

Giochi da tavolo

Cosmetici naturali a base di erbe officinali – linea Saut

Prodotti a base di Arnica coltivata sul Piancavallo – Armo1191

 Come avere i prodotti?

Al momento dell’ordine basta digitare l’indirizzo di spedizione: ricordati che spediamo in tutta Italia, in Europa e su richiesta anche nel resto del mondo

OPPURE

Acquista e scegli la possibilità di ritirare in sede a Udine (previo appuntamento) senza pagare le spese di spedizione.

Ricordati che i cosmetici, alcuni prodotti di coltelleria, ceramiche e tessile sono disponibili subito per il ritiro!

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Non esitare a contattarci: 392 9967222 oppure scrivi a servizioclienti@lacortstore.com.

Buon shopping su lacortstore.com!

Il Gugjet, il cuore della Carnia

Gugjet

Il cuore è simbolo per eccellenza dell’amore ed è per questo che dedichiamo un’uscita speciale ad uno rivisitato in chiave molto locale e tradizionale, poiché parliamo del gugjet. Anche nella nostra Regione (Friuli Venezia Giulia) non molti conoscono il termine, la sua origine e a cosa si riferisce: in effetti questo cuore dalla particolare forma allungata è proprio della zona montana della Carnia in provincia di Udine, ed ha origini antiche, presumibilmente tra il XVI e XVII secolo.
Ma andiamo a scoprire questo territorio ed alcune tradizioni che riconducono alle sue origini.

Un po’ di storia

La Carnia è la zona settentrionale del Friuli Venezia Giulia situata nelle Alpi Carniche confinante a nord con l’Austria e comprendente la Alta Val Tagliamento.
In questo territorio montano attraversato dall’ampio letto del Tagliamento e da altri torrenti minori, sono presenti diverse vallate ognuna portatrice di tradizioni antiche e peculiari, basti pensare all’utilizzo delle lingue minoritarie.
Confrontandoci con le produzioni specifiche del territorio desideriamo evidenziare la tradizione della tessitura, che in Friuli e nell’area carnica risale al periodo medievale e probabilmente fu anche influenzata dalla presenza degli immigrati toscani in queste terre, con un fiorente sviluppo a partire dal XVI secolo. Inizialmente c’era un’attività casalinga e poi si sviluppò la distribuzione ed il commercio con i cramars, commercianti ambulanti che si spingevano fino ai Paesi oltre confine anche con altri prodotti, fino ad arrivare all’importante produzione delle tessiture di Linussio a Tolmezzo dagli inizi del XVIII secolo.
Molto comune era l’attività della filatura della canapa e del lino in casa con le conocchie apposite, inoltre tutte le donne si dedicavano al lavoro a maglia. In specifico, per agevolare questo lavoro spesso eseguito in contemporanea ad altri (ad esempio trasportare gerle di fieno o di legna), si sviluppò la tradizione di regalare il gugjèt.

Il gugjet

Il fidanzato tipicamente regalava alla sua donna due accessori: il famei, un anello collegato ad una catenella ed uno spillone, per tenere la conocchia per la filatura aderente al petto ed il gugjèt, un fermaglio a forma di cuore dalla punta allungata in metallo o legno intagliato per appoggiare e bloccare uno dei ferri per la maglia sul fianco. Il metallo utilizzato era solitamente l’ottone, come testimoniano i monili originali conservati presso Il Museo Carnico delle Arti Popolari di Tolmezzo.

 

Gugjet_ Museo_Carnico
Immagine gentilmente concessa dal Museo Carnico delle Arti Popolari di Tolmezzo (UD)

 

Alcuni anni fa le amministrazioni comunali di Tolmezzo e dei dintorni hanno aderito ad un progetto di recupero della forma del gugjet quale simbolo della Carnia. Diversi produttori della zona e non solo si sono impegnati per promuovere l’oggetto e realizzarlo in diversi materie (legno, ceramica, metalli preziosi, ecc).

Noi abbiamo deciso di riproporre online la serie tessile portata avanti dalla Cooperativa Davide di Tolmezzo che nel corso del 2012 ha aderito al “Progetto Gugjet” per la diffusione di un nuovo simbolo dell’orgoglio e della cultura della Carnia.

tovagliette_Gugjet

Anche i cuscinetti a forma di gugjet sono piaciuti molto ai nostri clienti, che li hanno scelti per la loro casa od un regalo speciale.

GugjetCarnia

 

L’idea di rappresentare un simbolo dell’amore ma anche di un nostro territorio ci piace moltissimo per questo desideriamo proporla anche in occasione di eventi speciali, quale regalo legato alla tradizione e con un significato particolare che solo un friulano può raccontare e sentire… nel cuore.

La Cort_cuscinettiGugjet
Esempio di personalizzazione eseguita per un cliente

Buone Feste

natività

Siamo giunti al Natale 2017!

Un altro anno è trascorso e da poco abbiamo festeggiato i due anni di attività dando la possibilità ai nostri clienti di usufruire di alcune promozioni speciali.
Il lavoro di quest’anno ci ha aperto a nuove collaborazioni e abbiamo potuto presentare nuovi prodotti, cercando di soddisfare le richieste dei clienti anche con prodotti personalizzati sempre basandoci sulle risorse dell’artigianato locale.

Tutto questo valorizzando e facendo conoscere maggiormente l’artigianato del Friuli Venezia Giulia, non solo nel senso generale del saper fare ma creando un legame con la tradizione, la storia, le conoscenze pratiche del nostro territorio.
Se avete dei suggerimenti per nuovi articoli che vorreste trovare online, li accettiamo ben volentieri, perché soddisfare i nostri clienti e regalare loro emozioni uniche è il nostro scopo principale.

Ringraziamo tutti coloro che hanno apprezzato la nostra offerta e che continuano a farlo, per noi questo è il regalo più bello da ricevere.

La Cort vi dice Grazie ed augura Buon Natale e Buon 2018! A presto!

Un mese di promozioni speciali: festeggia con noi!

2 dicembre 2015 - 2 dicembr e2017 (2)

Da due anni portiamo il meglio del Friuli Venezia Giulia a casa tua. Non solo artigianato di qualità legato alla nostra tradizione, ma anche prodotti naturali per prendersi cura del corpo. Ogni articolo è concepito per essere un’idea regalo originale che non sempre è facilmente reperibile nei canali tradizionali.

Il 2 dicembre 2015 il nostro sito fu per la prima volta on-line. Da allora abbiamo compiuto piccoli ma importanti passi incrementando la nostra offerta e ci siamo migliorate aprendoci a nuove collaborazioni con produttori locali. FESTEGGIA CON NOI IL 2° COMPLEANNO DI LA CORT!

COME?

Scopri tutte le promozioni che ti abbiamo riservato per il mese di dicembre:

1 – 2 dicembre: giornata di porte aperte presso la nostra sede per chi abita a Udine o vicinanze

2 – 3 dicembre: su ogni ordine di importo minimo di 60 € (spese di spedizione escluse) riceverai un buono sconto di 10 € utilizzabile dal 6/01/18 al 31/01/18 – Vai allo store!

8 – 9 dicembre: speciale decorazioni di Natale per ogni acquisto di almeno 40 € effettuato nella categoria Natale riceverai in omaggio una preziosa decorazione natalizia in cartoccio

10 dicembre: spedizione gratuita* su tutto il catalogo online, senza minimo d’ordine!       *In Italia

15 – 16 dicembre: speciale cosmetici per ogni acquisto di almeno 40 € effettuato nella categoria cosmetici riceverai in omaggio un profumatissimo cuscinetto Dolci Sogni Saut

22 – 23 dicembre: siamo presenti presso la nostra sede per i regali dell’ultimo minuto* e per scambiarci gli auguri!

* fino esaurimento scorte

 

cosmetici Saut

Non sei ancora iscritto/a alla nostra newsletter? Approfitta ora: per te una promo extra!

Scegli la tua promozione preferita: i tuoi acquisti per Natale non sono mai stati così belli e semplici!

… Aspettando il #Natale

Artigianato ed arte a Udine

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Artigianato, cultura e storia: è il tratto distintivo dell’Artigian Tour, un percorso conoscitivo attraverso il centro storico di Udine e le sue botteghe artigiane, realizzato da Confartigianato Udine.
L’appuntamento, che ha avuto luogo lo scorso 8 settembre in occasione di Friuli Doc 2017 è stato condotto dall’attore e presentatore Claudio Moretti: la sua capacità di coinvolgere i partecipanti e la sua conoscenza del territorio locale, hanno permesso di far emergere le peculiarità della città e le curiosità talvolta poco conosciute. L’evento, che si inserisce negli appuntamenti organizzati appunto dalla locale organizzazione artigiana, ha visto un percorso attraverso la cittadina udinese proprio in concomitanza di Friuli Doc.

SocietàFilologicaFriulana

Alla partenza, fissata davanti alla sede della Società Filologica Friulana, i calorosi saluti dello stesso Presidente, per poi partire alla volta del centro storico… ma proprio da qua ecco una prima emozione, uno scorcio conosciuto da pochi del recente restaurato angelo del Castello di Udine, che appare dorato in tutta la sua bellezza.
CastelloUdine

Dopo aver attraversato Piazza Libertà, la visita è proseguita arrivando in piazza San Giacomo, fino a poco tempo fa ospitante il mercato settimanale, e con vista sull’omonima chiesa: il legame con l’attività commerciale è sempre stato molto stretto in quanto la Santa Messa veniva celebrata all’aperto per permettere di avere la più ampia partecipazione del pubblico durante le giornate di mercato. L’edificio era stato costruito dalla Confraternita dei Pellicciai, associazione molto potente in Udine, in onore del proprio Santo patrono riprendendo il simbolo della conchiglia proprio di San Giacomo.
Prima bottega artigiana visitata è stata la Legatoria Moderna, laboratorio artigianale dove libri e manufatti cartacei vengono sapientemente rilegati e restaurati.

legatoria_moderna

La titolare Eva Seminara, anche rappresentante della sezione provinciale del settore artistico di Confartigianato Udine, ha mostrato le varie fasi di rilegatura di un volume, dalla fase di cucitura delle pagine alla copertina di pelle, carta o stoffa a seconda dell’esigenza del cliente. Infatti il plus sta nell’esperienza specifica, nella possibilità di personalizzare i prodotti a seconda del cliente che sono perlopiù biblioteche, università od anche bibliofili privati.

Tappa successiva presso la bottega La Fornacina, sita in via Zanon, come la precedente attività artigianale.In questo luogo ha sede il negozio omonimo dove poter scegliere tra meravigliosi manufatti in gres, mentre la sede produttiva vera e propria è sita ed operante dal 1993 a San Giorgio della Richinvelda, Pordenone. Per l’occasione l’esterno del negozio è stato adibito a momentaneo laboratorio all’aperto con tanto di tornio per lavorare la materia grezza e con dimostrazione dal vivo.

BottegaLaFornacina

L’azienda, oltre a proporre le proprie collezioni pensate per la decorazione della casa, svolge lavori commissionati da clienti di ogni parte del mondo sia per arredi interni che esterni.

Il tour continua e ritorna verso il cuore del centro storico per terminare con la visita alle bancherelle allestite in via Vittorio Veneto e dedicate ad altre attività artigianali tipiche della Regione: produzioni alimentari dolciarie come la Gubana della Nonna, le coltellerie di Maniago e manufatti in legno dalla provincia di Pordenone (Claut). Ecco una foto dell’esposizione allestita da Sarti, il marchio tutto locale dedicato alla produzione di abiti ed accessori in seta e dipinti a mano, che potete trovare anche online nel nostro sito.

#artidoc2017

Sarti_silk

Patate, Cartufulis, Kartoffeln, Krompir

Patate_FriuliVeneziaGiulia

Uno dei frutti della terra proprio di questa stagione ed utilizzato in svariate ricette della tradizione gastronomica italiana e non solo, è la patata. È infatti tra agosto e settembre che si raccolgono le patate, a seconda della varietà e del tipo di terreno, mentre la semina avviene ad inizio primavera. Il tubero si sviluppa sottoterra mentre esternamente cresce rigogliosa la pianta, il cui fusto e foglie non sono mai stati utilizzati per l’alimentazione.

Il titolo che abbiamo scelto inquadra l’oggetto del discorso in quattro realtà che ci contraddistinguono poichè espresso anche nelle lingue minoritarie del Friuli Venezia Giulia (friulano, tedesco e sloveno) proprie anche dei Paesi confinanti: la Slovenia ed i Paesi di lingua tedesca… Ma andiamo a scoprire le tradizioni locali.

Curiosità dal Friuli Venezia Giulia

Nella nostra Regione sono diverse le zone che ben si prestano alla coltivazione della patata, dalla zona di Gorizia fino a Udine ed alla provincia di Pordenone. Le varietà più coltivate a livello locale sono la Monnalisa, Desirè (qualità più tardiva dalla buccia rossa), Kennebec, Primura. Si coltivano anche le patate “cojonariis” che sono le precoci, già da poter raccogliere nel mese di luglio e caratterizzate da piccole dimensioni.

Essendo un ingrediente base della nostra cucina locale, numerosi sono gli eventi che hanno come tema principale la patata: per citarne alcuni nella località di Ribis in comune di Reana del Rojale ha luogo la Mostra regionale della patata che offre la possibilità di conoscere diverse varietà di patate provenienti dai coltivatori locali. Non lontano, nel comune di Udine in località Godia, ha luogo la Sagra delle Patate che attira ogni anno migliaia di visitatori per i succulenti gnocchi casarecci fatti a mano seconda la tradizione del paese.

Queste località sono caratterizzate da un terreno piuttosto sabbioso particolarmente adatto alla coltivazione del tubero dove l’acqua filtra e non ci sono ristagni.

Ecco quanto spiega il sito dell’Ersa a proposito delle caratteristiche patate di Ribis e Godia.

 

Proprietà nutritive, principali caratteristiche ed utilizzi

La patata contiene una grande percentuale di carboidrati presenti sotto forma di amidi, oltre molto potassio e diversi altri sali minerali e vitamine. Dopo essere arrivata dal Sud America ed importata nel Vecchio continente, si è presto diffusa per la sua facilità di utilizzo e per secoli ha costituito una fonte di nutrimento per le popolazioni europee.

Patate fritte, lesse, alla tecia, gnocchi, sformati, minestre e creme e lo speciale frico… ecco alcuni degli svariati usi di questo tubero. L’importante è scegliere la qualità più adatta: ad esempio per gli gnocchi si sceglie quella a pasta bianca, più farinosa, mentre quelle a pasta gialle sono le preferite da utilizzare per le fritture o cotture a forno. Pensando alla nostra terra, il frico è uno dei piatti più tipici a base di questo tubero: specialità locale, è realizzato cuocendo in primis formaggio stagionato come il Montasio ed aggiungendovi ingredienti a scelta, la patata di solito la più utilizzata: ingredienti locali per un piatto succulento dalla crosticina ben dorata e realizzata in diverse località regionali anche nelle varianti con erbe aromatiche, mele, cipolle.

Ma la patata non viene utilizzata solo in cucina: grazie alla sua composizione e ricchezza di sali minerali e vitamine, è un toccasana anche per la nostra pelle!

Crema_viso_idratante

Vi proponiamo, ad esempio l’originale ed efficace crema idratante alla patata prodotta dalla Cooperativa Taviele di Cercivento (UD). All’interno della linea Saut, infatti, una delle creme per il viso è quella idratante a base di sambuco e patata. È grazie all’amido contenuto naturalmente al suo interno che la pelle riceve protezione e viene piacevolmente lenita da eventuali arrossamenti. Il sambuco, inoltre, regala idratazione ed una sensazione di dolce freschezza.

Cosa aspetti a provarla?