Val Resia: scopri le tradizioni e la storia della sua popolazione

ValResia

Chi ama percorrere e viaggiare nella nostra regione Friuli-Venezia Giulia ed addentrarsi nei percorsi meno noti, rimarrà entusiasta dopo una visita alla Val Resia. Situata tra le Prealpi Giulie con il Monte Canin a nord est e confinante a sud con i Monti Musi, è una vallata che conserva ancora tradizioni popolari antiche grazie alla sua peculiare posizione, quasi isolata dalle normali mete di gite ed escursioni.

Veduta del Monte Canin (UD) dalla Val Resia

 

Per questo abbiamo voluto regalarvi uno scorcio sul magnifico paesaggio intervallato da paesini che animano questa vallata boschiva. Luogo apparentemente semi-abbandonato ma che in realtà racchiude importanti saperi e sede di attività culturali molto attive.

Tradizioni antiche e… nuove nella Val Resia

Partendo da Resiutta, situata sulla statale che da stazione Carnia porta verso Pontebba, troviamo una piccola ma interessante mostra dedicata al mondo delle cave (Mostra Miniera del Resartico). Infatti, una delle attività economiche che hanno sostenuto più di altre la comunità di Resiutta sono state proprio le estrazioni minerarie. Testimonianze uniche di questa dura vita si incontrano anche visitando un primo tratto della miniera, intraprendendo un percorso non lontano dal centro abitato.

Proseguendo il tragitto che porta pian piano ad un’altitudine maggiore, si entra nel pieno della vallata; folti boschi fiancheggiano la strada statale che arriva fino alla frazione di Stolvizza. Questa è una località che ospita le attività culturali principali, molto fiorenti.
Ricordiamo come la lingua parlata, il resiano, sia un esempio di come il luogo influisce sul linguaggio. Come riporta il catalogo del Museo degli Arrotini della Val Resia: “Secondo il linguista Han Steenwijk – la posizione geografica di Resia, pone la valle all’incrocio delle tre famiglie linguistiche europee, il germanico, il romanzo e lo slavo -”.
Oltre alle particolarità linguistiche ricordiamo la peculiare tradizione musicale popolare che si esplica nel canto, nella danza e nella musica. Quest’ultima suonata, ancora oggi, con i tipici strumenti resiani: la cïtira (violino) e la bünkula (violoncello).

Figure della tradizione folcloristica della Val Resia
Figure della tradizione folcloristica della Val Resia

 

Da qua il collegamento al carnevale, in lingua locale Pust, che in Val Resia è conosciuto per alcune particolari caratteristiche: l’allegria e quindi la musica e la danza ed il colore. Tanti fiori colorati di carta adornano abiti, cappelli ed accessori.

Fiori di carta del carnevale resiano
Decorazione con fiori di carta del carnevale resiano

 

Nel paese di Stolvizza si trova il Museo delle Tradizioni ed Arti Popolari (Museo della Gente della Val Resia)  dove un’edificio del Settecento è stata adibito a spazio espositivo riprendendo fedelmente le caratteristiche di una tipica abitazione resiana antica.

Il Museo dell’Arrotino

Visita obbligata è quella al Museo dell’Arrotino, dove viene ripercorsa la storia della popolazione locale con un occhio specifico sull’arte della coltelleria ed affilatura. Lì vi sono conservati ed in mostra moltissimi strumenti di lavoro di artigiani nativi della Val Resia.

strumenti da lavoro nel museo degli Arrotini della Val Resia

Colpiscono all’inizio del percorso guidato, delle vere e proprie cassettiere portatili con le quali, alcuni abitanti del posto, nel Settecento partivano per vendere piccoli accessori. La domanda dei clienti cresceva e nacque la richiesta di affilare coltelli e forbici. E, come si suol dire, di necessità si fa virtù. I cramârs, questi venditori ambulanti, dovettero quindi adattare gli strumenti a disposizione e dotarsi di una mola: prima ambulante poi una vera e propria macchina condotta a mano come una carriola.
L’esperienza e la necessità di viaggiare portarono infine a dotarsi di due ruote al pari di una bicicletta. La macchina più completa era proprio questa, permetteva di spostarsi più facilmente. All’interno del museo si può vedere anche una macchina con ruote per arrotino originale spagnola.

Ricordiamo come molti resiani si sono spostati oltreconfine ma anche in posti lontani, arrivando perfino in Gran Bretagna, Ungheria e Russia.
Alcuni di essi fecero fortuna e riuscirono ad aprire sul posto delle botteghe artigiane; altri dopo alcuni anni come ambulanti rientravano al loro paese.

Il lavoro artigiano degli arrotini della Val Resia è complementare a quello dei fabbri di Maniago specializzati nella realizzazione di manufatti in ferro. Dapprima armi, poi coltelli, forbici ed altri strumenti da lavoro. Per documentarsi maggiormente invitiamo a consultare la nostra sezione coltelleria.

Forbici_museo_arrotino
Forbici in esposizione presso il Museo dell’Arrotino

 

Vi ricordiamo che il museo dell’Arrotino è visitabile tutto l’anno con i seguenti orari:
Dal martedì al sabato: dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 14.00 alle 16.00
Per maggiori informazioni visitate il sito www.arrotinivalresia.it
Oppure contattate la sede: cell. +39 333 1253299 / info@arrotinivalresia.it
Gli Arrotini Della Val Resia sono anche su Facebook!

Ultimo consiglio! Una piacevole escursione lungo il sentiero Ta Lipa Pot . Questo è un percorso circolare che circonda la frazione di Stolvizza, facilmente percorribile da tutti. Per maggiori informazioni clicca qui.

Per informazioni, invece, sul carnevale visita il sito www.resianet.org oppure www.ecomuseovalresia.it.

Ricordiamo che quest’anno i festeggiamenti sul carnevale si terranno a partire dal 2 marzo 2019.

Ed ora non vi resta che organizzare una gita nella Val Resia!

 

Ringraziamo il Museo dell’Arrotino di Stolvizza di Resia (UD) per averci concesso l’utilizzo di alcune immagini e materiali illustrativi.

Maura e Caterina

Siamo Maura e Caterina. Due sorelle udinesi che, dopo diverse esperienze professionali, hanno deciso di intraprendere un percorso lavorativo comune con l’obiettivo di presentare e commercializzare produzioni regionali di qualità e di settori merceologici differenti, racchiuse in una corte (in lingua friulana cort) virtuale. Passione, tradizione, cultura del territorio sono elementi chiave del nostro “modus operandi”.

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