Scarpets bambina

36,00€

Scarpets per bambina in velluto nero e fiori ricamati, chiusura con stringa e suola antiscivolo in gomma.

Su prenotazione disponibili tutti i numeri da bambino ed anche in velluto colorato senza ricamo, fai la richiesta nel campo note.

Disponibile su ordinazione


COD: B2U022001 Categorie: ,

Descrizione

Scarpets bambina

Scarpets per bambina in velluto nero e fiori ricamati, chiusura con stringa e suola antiscivolo in gomma. Praticissime da utilizzare sia in casa sia all’esterno.

Richiedi il numero desiderato e l’eventuale variante di colore con il campo note.

Possibili imperfezioni o minime differenze di prodotto rispetto alla foto indicano l’alta artigianalità di un prodotto fatto a mano.

 

PRODUZIONE

Creazioni Fratta è uno dei pochi produttori locali che ancora ripropone la storica friulana, con un’attualizzazione nei colori e nei materiali; calzature realizzate totalmente in Friuli con materiali di qualità e in tirature limitate.

Caratteristica fondamentale delle friulane è che la lavorazione non richiede l’uso di collanti, ma la suola è unita alla tomaia unicamente tramite una complessa tecnica di cucito, realizzata ancora rigorosamente a mano come in passato. Un sapiente lavoro artigianale che rende gli scarpèts unici, flessibili e confortevoli.

 

UN PO’ DI STORIA

Lo scarpèt fino a qualche decennio fa era la calzatura tipica della Carnia e anche di tutto il Friuli; si trattava di una vera e propria scarpa bassa senza tacco di panno, velluto o di tela, con una suola di vari strati tela cucita fittamente con lo spago per irrobustirla, utilizzata da tutta la famiglia e realizzato in casa. Nei tempi più recenti si cominciò a recuperare i copertoni delle biciclette per realizzare le suole in gomma.

A seconda delle località e del periodo veniva realizzato con una punta più o meno arrotondata o rivoltata in alto, anche la scollatura era più o meno pronunciata ed eventualmente con un apice rivolto all’indietro. Si distinguevano poi gli scarpèts di fatica creati con stoffe di recupero e resistenti, da quelli di gala in velluto nero, semplici o con un fiore ricamato sul tomaio.

Le donne poi nel periodo estivo si spostavano per vendere le loro creazioni e riuscirono ad avere un buon mercato a Venezia, soprattutto con i gondolieri, i quali stando in piedi tutto il giorno sulla superficie della gondola necessitavano di una calzatura comoda, fresca e che non rovinasse la vernice.

La diffusione dalle zone montane fino al Veneto determinò nel corso del tempo l’uso di vari nomi come scarpette friulane, furlane, veneziane, papusse oltre a scarpets che identificano anche varianti del modello originale.

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