Si respira aria di Carnevale

Carnevale Sauris

Immagine gentilmente concessa da Ermes Colle.

 

Il Carnevale è arrivato portando quell’aria frizzante propria dei festeggiamenti che, anche in Friuli Venezia Giulia, ormai sono appuntamenti fissi e si svolgono un po’ in tutte le località, come le tante sfilate che si susseguono nei fine settimana e che vedono il clou tra le giornate di Giovedì e Martedì Grasso.
Diverse sono le tradizioni che annualmente si riscoprono in occasione di questo periodo, fra tanti eventi citiamo il carnevale di Muggia, quello resiano, di Timau, quello di Sauris, di Grado e delle Valli del Natisone.

Sono molti anche gli esempi di maschere in legno e travestimenti spettacolari riproposti di anno in anno durante questi eventi. Ad esempio, similmente alle maschere di legno carnevalesche delle contrade delle Alpi austriache e di quelle tirolesi, anche in Carnia sono stati reperiti esemplari interessanti.
Caratteristica generale è che fossero effettivamente portabili e quindi che si adattassero al viso di chi le voleva indossare; soprattutto quelle provenienti da Forni di Sotto hanno una dimensione molto grande, con tinte rosse e rosee ed un’espressione ironica.
In Carnia si sono recuperate maschere raffiguranti visi più o meno deformati e caricaturali, mentre diversamente dall’area tedesca non sono presenti maschere zoomorfe e terrificanti, anche se c’è qualche esempio di diavolo. Quindi in questa area l’intento era più ridanciano che di voler mettere paura, o con una caratterizzazione religiosa come le maschere dei Re Magi utilizzate nella ricorrenza dell’Epifania.

Questa volta vi proponiamo un breve accenno sulla tradizione delle maschere della zona di Sauris.
Sauris, data la sua peculiarità di paese piuttosto isolato ed a una certa altitudine, ha coltivato fino ad oggi questa tradizione, portata avanti da doversi abitanti del pase che ancora si creano le maschere in casa, ma anche da falegnami quali i Fratelli Plozzer che organizzano anche dei veri e propri corsi di intaglio di maschere.
Il Carnevale di Sauris (Der Zahrar Voschankh) ha avuto notevoli influenze dal mondo tedesco e alpino ed ha sviluppato dei personaggi molto ben definiti entro cui si deve svolgere la manifestazione, presenta inoltre delle caratteristiche simili a quello di Sappada e di altre zone alpine.
Le tipiche maschere sono: il Rolar con abiti vecchi, campanacci e il viso sporco di fuliggine, il Kheirar con una scopa di rami di ontano e si ha poi la suddivisione in Maschere Belle, Meno Belle e Brutte.
Il Rolar e il Kheirar hanno dei ruoli codificati di comando e di guida; il primo con i campanacci (il suo nome significa proprio questo) chiama le maschere in strada per la camminata e il secondo interviene quando si deve entrare nelle case. Gli altri personaggi presentano maschere in legno da mettere sul volto, appartenenti alle tre categorie sopracitate con vecchi indumenti e cappellini con fiori di carta e nastri colorati. Erano tutte realizzate in legno di ontano e le Maschere Belle avevano il volto chiaro, i baffetti neri e spesso un pizzetto, le labbra rosse, fori per gli occhi e la bocca, il legno era ben levigato e dipinto mentre le altre si differenziavano per il colore più scuro del viso. Queste maschere in legno non avevano, comunque, espressioni particolari ma servivano principalmente per nascondere l’identità delle persone tutte adulte.
I mascheramenti avvenivano nei giorni del giovedì, sabato e domenica prima delle Ceneri; si radunavano tutte le maschere e poi si partiva con le lanterne per una camminata da Sauris di Sopra e si andava scendendo fino al paese di Lateis, passando per i boschi e i prati. Il Kheirar bussava alle porte delle case per entrare e portare il Carnevale al pubblico e le maschere con dei cestini raccoglievano dei piccoli doni come la farina, uova, burro e ricotta; questa maschera inoltre spazzava con la scopa anche per cacciare simbolicamente l’inverno e le forze negative e far posto alla primavera. Tutti i prodotti alimentari venivano poi utilizzati per una cena comune dei mascherati, alla fine del Carnevale. Veniva inoltre realizzato anche un evento dedicato ai bambini nel pomeriggio del Giovedì Grasso.
Dopo un periodo di decadimento, negli ultimi venti anni grazie ad alcuni abitanti ed alla Proloco, si è ripresa la manifestazione svolgendosi negli angoli più suggestivi del paese e nei locali pubblici. Ogni anno nel sabato prima delle Ceneri parte il giro di Sauris di Sopra, poi il gruppo delle maschere e gli spettatori si inoltrano nel bosco camminando lungo un suggestivo percorso notturno, illuminato dalle lanterne raggiungendo gli altri paesi. Vengono ricreati dei costumi in stile contadino e indossate maschere in legno anche di nuova realizzazione, e oltre agli adulti vengono coinvolti anche i bambini.
Oggi le maschere in legno sono realizzate da un unico pezzo di legno di cirmolo e, se riprendono in generale le caratteristiche di un tempo, hanno poi dei particolari di fantasia e soprattutto le Maschere Brutte hanno un aspetto più deformato.

Noi abbiamo selezionato per voi le maschere belle della tradizione sauriana, la Maschera maschile e quella femminile, veri e propri must d’arredo per chi vuole dare un tocco originale alla sua casa.

Maura e Caterina

Siamo Maura e Caterina. Due sorelle udinesi che, dopo diverse esperienze professionali, hanno deciso di intraprendere un percorso lavorativo comune con l’obiettivo di presentare e commercializzare produzioni regionali di qualità e di settori merceologici differenti, racchiuse in una corte (in lingua friulana cort) virtuale. Passione, tradizione, cultura del territorio sono elementi chiave del nostro “modus operandi”.

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