Festeggia San Valentino

cuscinetto a cuore rosso

In occasione dell’imminente festa di San Valentino che in tutto il mondo si festeggia il 14 febbraio, abbiamo ritenuto utile regalarvi una piccola guida ai regali più adatti per l’occasione e per fare felice la vostra dolce metà. Il nostro catalogo è ricco di proposte adatte per tutti i gusti e diverse esigenze, ma ogni prodotto è caratterizzato da un aspetto in comune, la sua qualità che lo rende un pezzo speciale, difficilmente rintracciabile nei negozi tradizionali.

Dato che la maggior parte del nostro pubblico è femminile, abbiamo pensato di iniziare proprio con idee regalo di San Valentino per il mondo maschile.

Per Lui

È un lui ricercato e perfezionista? Perché non regalargli un papillon o una cravatta della linea Sarti, splendidi articoli in twill di seta, confezionati e dipinti a mano con un’attenzione suprema ai dettagli sartoriali.

fazzoletto da taschino modello Roman

Frequenta la palestra? Si dedica ad uno sport particolare? Sarà contentissimo di ricevere un prodotto specifico che permette di preparare i muscoli all’esercizio fisico e che permette anche di rilassarli dopo lo sport. Ecco la linea Armo1191 con il suo ArmoUltra oppure ArmoOil, prodotti ad alta concentrazione di Arnica montana coltivata, formulati in crema o in olio a seconda delle diverse esigenze.

prodotti Armo1191

Dopo la palestra ci vuole anche il prodotto giusto per una doccia rilassante e tonificante: ecco lo Shampoo doccia e Shampoo Saut, nutritivi e delicati sulla pelle, grazie all’azione di svariate erbe officinali quali Rosmarino, Menta, Salvia, Melissa ma anche germe di Grano per la cute dei capelli.

shampoo doccia

 

È un amante della buona cucina e gli piace organizzare cene o feste con amici? Senz’altro gli farà comodo dotarsi degli utensili giusti, come i set di taglieri e coltelli della linea Lamami, perfetti per affettare pane, salumi e formaggi. Cosa contraddistingue questa linea? Lo speciale cofanetto che racchiude i prodotti in modo da averli sempre con sé o riporli come un libro nello nello scaffale per un prodotto dal design esclusivo.

coltelli formaggio e cavatappi

 

Per Lei

Ama prendersi cura del suo corpo in maniera naturale? Regala tutta la natura di un prodotto Saut, un concentrato di benessere per la pelle del viso e del corpo dalla natura incontaminata della Carnia. I must sono lo scrub viso e corpo per una pulizia ottimale ma delicata, la crema corpo per un effetto nutritivo senza uguali …ne sarà entusiasta! Echinacea e Sambuco sono piante preziose ed alleate della bellezza.

crema corpo

Una lei romantica ed amante delle cose artigiani? I nostri cuoricini sono perfetti come un pensiero dolce ed unico, pezzi completamente realizzati a mano utilizzando le foglie del mais, il cartoccio.

cuore in arancione

Ma anche il gugjet, il cuore tipico della Carnia, ispira desiderio di amore e di tenerezza con un tocco tradizionale. Sebbene l’ispirazione sia tutta locale, il soffice cuscinetto si adatta agli ambienti di ogni casa: può essere facilmente appeso, è realizzato in morbido panno rosso o in ecrù di lino.

cuscinetto a cuore ecrù

Se anche a Lei piace lavorare in cucina, non farle mancare gli accessori giusti: come il coltello per il pane o quello per arrosto.

coltello per bistecca

Questi articoli sono caratterizzati dall’alta artigianalità di un prodotto fatto a mano utilizzando materie prime quali acciaio inossidabile e legno di ulivo. Sono coltelli professionali ma utilizzabili facilmente anche a casa per l’uso quotidiano.

Infine, nella nostra sezione dedicata agli accessori per la donna, gioielli in argento per un regalo esclusivo e di classe firmati Sergio Mazzola Orafo, lavorazioni ad alta artigianalità in argento.

orecchini buccia di arancia

Speriamo di avervi fornito diversi spunti utili e che abbiate trovato un’idea regalo per San Valentino di assoluta unicità!… Non ci resta che invitarvi a scoprire tutto il nostro shop augurandovi buona festa!

Arnica Montana Made in Friuli Venezia Giulia

Arnica_Montana

Quando si parla di Arnica, viene in mente la necessità di risolvere un problema articolare e muscolare… Certo, è così, ma non solo, come ci spiegano bene Francesca, Antonio ed Andrea, soci fondatori del marchio Armo1191, una serie di prodotti ad alta concentrazione di Arnica montana coltivata sull’altipiano del Piancavallo, in provincia di Pordenone. Sì, perché uno degli obiettivi di questa linea è stato quello di proporre rimedi naturali adatti a tutta la famiglia, poiché sia il bambino, sia il ragazzo come l’adulto possono giovare dall’utilizzo di questi prodotti altamente qualitativi.

Prima di tutto… perché Armo1191? ARMO è l’acronimo di Arnica montana ed è diventato un luogo; 1191 è la quota della prima aiuola pilota, una quota sul livello del mare perché da lì nelle giornate terse si può ammirare persino la laguna veneta; nel logo, inoltre, compare un camoscio che è uno degli animali selvatici che si possono incontrare in questa zona.

Armo1191

Tutto ha origine dalla famiglia Conzato che pratica l’agricoltura da generazioni e nel corso degli anni ha saputo rinnovarsi sperimentando nuove coltivazioni anche dove le condizioni dei terreni non erano molto favorevoli o non si ritenevano tali, come la viticoltura a Roveredo in Piano, in provincia di Pordenone, negli anni ’50. È in questi luoghi che i titolari sono cresciuti, ammirando ogni giorno l’imponente muraglia delle Prealpi friulane, le svettanti cime del gruppo del Cavallo.

Amiamo le nostre montagne, sono lo sfondo irrinunciabile della nostra esistenza.

Volevamo che la montagna fosse parte della nostra vita e non solo del nostro tempo libero.”

vigne e piancavallo

Vedute sulle vigne e sul meraviglioso altipiano del Piancavallo (PN)

Questa generazione di agricoltori è stata spinta anche dalla voglia di sperimentare, di mettersi alla prova con un nuovo progetto imprenditoriale che arrivasse fino al prodotto finito, “dal coltivatore al consumatore”, dove tutta la filiera fosse controllata sin dalla materia prima, cosa che non sempre accade nel mondo cosmetico, in particolar modo con l’Arnica montana.

“Nessuno, prima di noi, aveva coltivato i suoli calcarei di Piancavallo,

dove per secoli s’è praticato esclusivamente l’alpeggio e il taglio del legname.”

Armo1191Aratura

Aratura sul Piancavallo – Autunno 2015

Come sottolinea Francesca, la coltura stessa dell’Arnica montana è un’attività poco più che sperimentale e con molti interrogativi ancora aperti. Però l’Arnica qui cresce spontaneamente, fa parte di questa flora alpina e ha da sempre aiutato le persone, che ne conoscevano le sue proprietà e i suoi usi, per risolvere i problemi legati a dolori di varia natura.

Con il progetto Armo1191 si intende riportare al centro dell’interesse il fiore di Arnica montana con le sue potenti sostanze funzionali, coltivato e raccolto a mano senza utilizzo di alcuna sostanza chimica. Con l’Arnica si possono realizzare dei prodotti di alta qualità e con la massima concentrazione consentita in un cosmetico naturale, utili ed efficaci per tutta la famiglia, dal bambino all’anziano, dal sedentario allo sportivo.

crema arnica e camomilla

ArmoBaby per bambini (fino a 6 anni circa) e per lenire arrossamenti ed irritazioni (Arnica al 5%, oltre a Calendula e Camomilla).

crema all'arnica

ArmoUltra per gli adulti che soffrono di dolori muscolari o articolari, traumi più o meno lievi, reumatismi e per ragazzi che praticano attività sportive, soprattutto post contratture e contusioni (Arnica al 20%).

olio all'arnica

ArmoOil per tutti quelli che desiderano un massaggio benefico e per gli per gli sportivi: sia nel pre-gara per evitare dolorose contratture muscolari, sia dopo la pratica sportiva per favorire il recupero o lenire ematomi ed ecchimosi procurate durante l’allenamento (Arnica al 30%).

E l’interesse da parte del mondo sportivo è confermato dalla partecipazione entusiasta a questo progetto da parte degli atleti delle ultra-trail, le corse in montagna su varie distanze e dislivelli che stanno sempre più appassionando i runners di tutto il mondo. Attualmente testimonial d’eccezione per Armo1191 sono Lisa Borzani (Padova), Simone Wegher (Trento) e Matteo Grassi (Padova).

Parlando di questa pianta preziosa e ricca di proprietà, desideriamo far luce anche sulle regolamentazioni esistenti circa la sua raccolta. Infatti la maggior parte dell’Arnica montana presente sul mercato è frutto di raccolta spontanea in diverse zone dell’Europa e, come si può dedurre, non sempre è rispettosa dei termini di legge e dell’habitat naturale. Tale pratica, nonostante le limitazioni raccomandate dalla direttiva habitat 92/43/CEE e dalla legislazione dei singoli Stati, oltre a un evidente cambiamento climatico in atto, sta minacciando purtroppo l’estinzione della specie. In Italia ogni Regione ha le sue limitazioni più o meno restrittive, il Friuli Venezia Giulia ha una legislazione considerata troppo permissiva dagli esperti del settore.

“Usare quindi un prodotto a base di Arnica montana coltivata dall’uomo e non strappata ai prati è,

prima di tutto, una scelta di rispetto dell’ambiente naturale oltre che di sé stessi.”

fioritura 2014 e cromotrappole

Prodotto ottimo dal punto di vista delle sue proprietà; ma quali sono stati i primi riscontri in seguito alla commercializzazione dei prodotti sotto il marchio Armo1191?

“Molto positivi, ne siamo davvero contenti” ammette Francesca. “Abbiamo incontrato un pubblico attento al tema della qualità dei prodotti cosmetici naturali ed al rispetto dell’ambiente e degli ecosistemi. Abbiamo anche riscontrato una grande passione per il nostro territorio che i nostri prodotti vorrebbero rappresentare e valorizzare”.

ARMOteam_Antonio Francesca Andrea

Team members: Antonio Conzato, Francesca ed Andrea Muner

È con questo desiderio di far conoscere produzioni altamente qualitative e la passione comune verso il nostro territorio, che abbiamo introdotto nel nostro catalogo on-line i prodotti del marchio Armo1191.

Per ogni ulteriore approfondimento e per restare aggiornati sugli eventi organizzati dal produttore potete visitare www.armo1191.it e la loro pagina Facebook ARMO1191, così come quella di La Cort Store che sarà lieta di pubblicare news ed ulteriori approfondimenti a riguardo.

Stay tuned!

Regali in pronta consegna

set_aspettando_Nuovoanno

Per gli acquisti dell’ultima ora, ecco l’elenco degli articoli del catalogo La Cort disponibili per una spedizione immediata. Ti ricordiamo che ultimo giorno utile per gli acquisti con consegne prima di Natale è martedì 21 dicembre ore 12.
Inoltre, per chi abita in zona Udine c’è la possibilità di ritirare l’ordine presso la nostra sede fino a venerdì 23, su prenotazione.

Cosmetici Naturali

Ceramiche

Coltello per prosciuttocoltello panecoltello arrostoset 3 coltelli formaggiset coltelli bistecca

Tovagliette e presina

Cuore Gugjet ecrù – Cuore Gugjet rosso

Decorazioni albero legno

Oggettistica cartoccio

Intrattenimento: FricoDvd Felici ma Furlans

E allora che aspetti? Per Natale scegli un articolo realizzato con cura e amore da un artigiano della nostra Regione.

L’arte di intrecciare

Borsa scus

Dedichiamo il mese di agosto ad un accessorio tipicamente estivo che proponiamo sul nostro on-line store: la sporta. La classica sporta per la spesa è ora più che mai attuale e rivisitata per essere una borsa di più ampio utilizzo: borsa shopping, borsa per la spiaggia e, con il giusto abbinamento, anche accessorio perfetto per la sera.

Accessorio realizzato in diversi tipi di materiali, a livello locale (Friuli Venezia Giulia) è facile imbattersi nella versione in cartoccio: La Cort ha voluto proporre questi articoli perché sono strettamente caratterizzanti l’economia contadina di un tempo e contemporaneamente si sono evoluti offrendo anche oggetti di utilizzo quotidiano. Il suo plus? Lavorazione artigianale, completamente eseguita a mano e che adopera una materia prima proveniente dalla natura.

borsa shopping

Un po’ di storia

La sporta in cartoccio rappresenta una parte davvero rilevante della tradizione locale e del mondo contadino. Infatti le realizzazioni che potete ammirare nella sezione Accessori sono il frutto di una sapiente lavorazione artigianale rimasta viva ormai in pochissimi posti e poco più che a livello di hobbistica. Lo scus (termine della lingua friulana che significa cartoccio, foglia di pannocchia di mais) ebbe fino a qualche decennio fa un grande successo e richiesta, anche dall’estero.

Lavorazione sviluppatasi a partire dal ’600 dopo la diffusione della coltivazione di mais, in varie regioni che poi saranno inglobate nell’Impero asburgico, trovò un particolare sviluppo nella zona di Reana del Rojale a nord di Udine. Non è chiaro quale matrice comune possa esserci tra le varie zone ma sicuramente rientrava nell’abitudine del passato di utilizzare tutte le materie prime a disposizione.

Con lo sviluppo della raccolta meccanizzata del mais questa attività declinò, ma in questi ultimi anni la Proloco del Rojale ha voluto portare avanti la conoscenza di questo mestiere ed organizza corsi ed eventi per coinvolgere sempre più persone, anche se ad oggi è ormai una produzione limitata.

Come fare una borsa artigianale in cartoccio

La realizzazione di una borsa fatta a mano con lo scus richiede innanzitutto la raccolta a mano delle pannocchie di mais e poi una preparazione particolare delle brattee, cioè delle foglie, che vengono pulite e sbiancate oppure, se di tonalità rosse, lasciate naturali o ancora tinte in altri colori. In seguito vengono inumidite nell’acqua tiepida per essere più morbide e nel caso di realizzazione di sporte e borse si deve attorcigliarle per creare una corda.

Per realizzare sporte e borse è necessario uno stampo intorno al quale si inizia ad intrecciare il cordino realizzato, aiutandosi anche con un ago ricurvo, ottenendo quindi un pezzo unico senza tagli e cuciture, solo i manici vengono aggiunti dopo. Grazie anche ai vari colori ed ai molteplici intrecci si possono creare molti modelli che in passato hanno avuto grande successo anche all’estero.

sporta in cartoccio

Era molto comune fino a qualche decennio fa realizzare sporte ed altri articoli in casa soprattutto con manodopera femminile, che poi venivano raccolti da appositi agenti che si occupavano della distribuzione e rivendita nelle grandi città ed all’estero.

Altri prodotti della lavorazione del cartoccio

Molti oggetti ed accessori di uso comune sono proposti in una versione di dimensioni ridotte: anche per la sporta accade che ci sia la versione “mini”, proposta però non più come accessorio ma come idea regalo originale e bomboniera. Infatti la grandezza è quella giusta per potervi inserire i confetti ed esternamente la borsina si presta per un’elegante confezione personalizzata in base al gusto del cliente.

coppia di borsine

Un’altra tipica realizzazione sviluppatasi dagli anni Settanta del Novecento è la bambolina, molto utilizzata come bomboniera o ricordo per gli emigranti friulani. Lasciando le foglie intere, invece di attorcigliarle, si possono creare strati sovrapposti, legati fra loro e di diversi colori fino a sviluppare diverse figure; il materiale si presta ad altissime personalizzazioni, ad esempio si possono riprodurre mestieri contadini o coppie di fidanzati/sposi.

cake topper

Sono molte le realizzazioni che si possono eseguire seguendo il proprio gusto e stile personale: di certo non si passa inosservati con una borsa realizzata completamente a mano che si distingue nei particolari, nelle straordinarie sfumature di colori e che rappresenta un oggetto che sostiene l’ambiente, riutilizzando un materiale naturale normalmente scartato!

Contattaci per avere maggiori informazioni o chiedere un preventivo per personalizzare la tua borsa shopping! 

Fatti un Giro in Friuli

giro d'Italia in Friuli

Che cos’hanno in comune i territori di Palmanova, delle Valli del Natisone e del Torre? Certo, quello di appartenere alla stessa Regione, allo stesso territorio provinciale di Udine, ma pensando all’imminente evento che caratterizzerà tali cittadine e paesi domani 20 maggio con l’attenzione mediatica nazionale ed internazionale puntata su di essi, il punto di vista è completamente diverso!

Si, perché la 13° tappa del Giro d’Italia attraverserà proprio queste località, passando per ben tre volte a Cividale del Friuli e portando le telecamere di diversi Paesi del mondo ad inquadrare suggestivi paesaggi poco conosciuti dalla maggioranza del pubblico.

Si tratta di un evento unico, reso possibile grazie alla collaborazione di forze istituzionali locali ed alla grande organizzazione del volontariato che sempre rende possibile eventi di tale portata. Questo evento mediatico dà l’occasione di portare localmente l’attenzione dei turisti, per far conoscere borghi e valli che nulla hanno da invidiare ad altre località ben più note e già conosciute grazie ad eventi di vario genere.

Noi vi offriamo un punto di vista diverso col quale “leggere” la tappa, con gli occhi puntati sui prodotti e  lavorazioni tipiche di questi territori.

Il percorso culturale ed artigianale

Iniziamo da Palmanova, la città fortezza del Friuli dalla caratteristica ed unica forma a stella a nove punte; baluardo della Repubblica di Venezia contro le invasioni turche del XVI secolo, offre escursioni e visite lungo le sue possenti mura. Conosciuta come stazione militare durante la Grande Guerra, vanta un Museo Civico Storico che illustra il suo periodo di vita veneziano, napoleonico e quelle durante le guerre mondiali, attraverso l’esposizione di mappe, monete, armi.

La Carovana del Giro continua il percorso passando per Jalmicco ed i comuni di San Giovanni al Natisone e Corno di Rosazzo: è qui che si concentrano le attività produttive del settore arredo che dagli anni ’50 hanno iniziato a caratterizzare il cosiddetto Triangolo della sedia. Numerose aziende sono sorte, si sono sviluppate ed hanno iniziato ad esportare verso i mercati non solo europei ma anche internazionali, collaborando con fornitori e terzisti locali e contando su un gran numero di addetti. La crisi ha ristrutturato il settore, e chi è riuscito ad emergere o a far crescere l’azienda lo ho fatto con uno spirito di innovazione e di aggregazione, guardando alle sfide del futuro. Oggi si può contare su prodotti di alta qualità ed unicità, creati per rispondere alle diverse esigenze del mercato e del consumatore che sempre più ricerca funzionalità, design, personalizzazioni. Le nostre sezioni arredo e complementi d’arredo comprendono proprio prodotti creati in questo territorio, in particolare dalle aziende BedLiving di Buttrio e Livoni Sedie di Corno di Rosazzo.

Uscendo dal Comune di Premariacco ecco che ci si avvicina alla città di Cividale, dove il paesaggio è caratterizzato da ampi vigneti ed è punteggiato da frasche ed agriturismi. La direzione da seguire è quella delle valli del Natisone, un territorio che comprende diverse località, fra cui i comuni di Savogna (da cui inizia la prima salita verso il Matajur) e Stregna. È qui che si usa lo sloveno quale lingua minoritaria, sia nel linguaggio parlato che scritto: importanti sono le influenze di questa lingua nella cultura locale e nelle varie iniziative culturali volte a promuovere il mantenimento delle tradizioni. Inoltre siamo nella zona dove viene sfornata la tradizionale gubana di cui abbiamo già fatto accenno nella nostra uscita dello scorso Natale.

Il Giro ritorna a Cividale prima di affrontare le ultime salite delle Valli del Torre; infatti, passando per i comuni di Moimacco e di Remanzacco, la Carovana arriverà nei territori di Faedis e Attimis. Ecco che qui troviamo diverse produzioni vitivinicole, e, soprattutto nelle zone collinari anche alcune produzioni olearie di nicchia.

Colline di Faedis (UD)
Suggestiva zona collinare di Faedis

Cividale è di nuova protagonista per l’arrivo del Giro d’Italia, dopo l’importante discesa da Valle di Soffumbergo che forse decreterà il vincitore della tappa e dopo il passaggio per il comune di Torreano di Cividale: note sono le imprese attive nell’estrazione e lavorazione della pietra piasentina. La pietra dall’inconfondibile colore grigio è percorsa da caratteristiche venature bianche e si adatta perfettamente a realizzazioni esterne ma anche a dettagli ed arredi interni. Un esempio di produzione realizzata con questo materiale è l’orologio da parete realizzato dal gioielliere Mansutti.

Orologio da parete in pietra piasentina
Orologio da parete in pietra piasentina

Ed eccoci alla tappa, dopo esservi passati già per ben due volte: “longobarda” è il primo aggettivo che amiamo associare alla cittadina che è stata il primo ducato dei longobardi in Italia quando vi arrivarono nel VI secolo d.C. Enorme la quantità di materiale da loro lasciato sia nella pittura che nell’oreficeria, basti pensare all’unicità dell’altare in pietra del duca Ratchis, interamente scolpito a bassorilievo, conservato nel Museo Cristiano della città ducale, ed alle numerose fibule e corredi funerari ritrovati nelle necropoli, come le croci a lamina d’oro, realizzate proprio dai longobardi in Italia. Altro motivo realizzato da questo popolo, quello delle “pavoncelle” è stato ripreso da Sergio Mazzola Orafo nella realizzazione di una parure in argento composta da pendente, orecchini e bracciale.

Non è un caso se Cividale è stata recentemente riconosciuta patrimonio dell’Unesco.

Tutte le informazioni

Sono molti gli eventi collaterali organizzati nei Comuni coinvolti dalla 13° tappa del Giro d’Italia; per informazioni generali esiste la pagina del sito istituzionale di Turismo Fvg; per informazioni locali indichiamo i programmi degli eventi per i territori di Attimis, di Faedis, di Cividale e delle Valli del Natisone.

Leggera come una Piuma

tavolo Piuma

Ci siamo inoltrate nella suggestiva terra dei Colli Orientali, caratterizzata da dolci colline verdi adibite a nobili produzioni vitivinicole della nostra Regione, per arrivare nel Comune di Corno di Rosazzo, uno dei tre comuni che, insieme a San Giovanni al Natisone e Manzano, caratterizzano il nostro conosciuto Distretto della Sedia.

È qui che si concentra il cuore della produzione di complementi d’arredo, in primis tavoli e sedie, un settore famoso in tutto il mondo per la qualità della sua offerta a partire dagli anni ’50 del Novecento.

Foto aerea storica di Corno di Rosazzo
Foto aerea storica dello stabilimento a Corno di Rosazzo (UD)

È proprio a Corno che abbiamo incontrato Marco e Maurizio Zilio, attuali titolari dell’azienda Livoni.

A metà degli Anni ’90 l’azienda storica Livoni (nata nel 1895) attraversa una crisi: questo momento ingenera un processo di cambiamento e l’apertura dell’azienda ad altre persone legate da rapporti di parentela spirituale. Luciano Livoni, l’imprenditore di terza generazione, non ha figli, così in azienda entrano Marco Zilio, figlioccio di Luciano Livoni ed il fratello Maurizio. Al fine di garantire continuità con l’attività aziendale, Luciano Livoni ed i nuovi soci hanno puntato sulla promozione del marchio, la produzione è stata razionalizzata ed automatizzata per rispondere ai cambiamenti derivanti dalle caratteristiche della domanda (piccoli lotti personalizzati) ed alcuni reparti sono stati chiusi come la segheria e la verniciatura.

Maurizio e Marco Zillio, titolari della Livoni
Maurizio e Marco Zilio, titolari della Livoni

Marco e Maurizio, come si è evoluta l’azienda Livoni nel tempo?

La storia della ditta Livoni inizia nel 1895, quando Edoardo Livoni diede vita all’attività di fabbricare sedie in una stanza della propria casa. Nel 1910 quello che era il laboratorio artigianale divenne il nucleo della futura azienda, si costruì un fabbricato a due piani e si iniziò ad assumere manodopera locale. Nel corso degli anni oltre ad ampliare ancora gli spazi adibiti alla produzione, all’interno di essa si è avuta una trasformazione tecnologica che ha portato a sostituire le macchine esistenti con quelle più moderne presenti sul mercato, determinando una notevole riduzione della manodopera impiegata. L’azienda opera su commessa ed offre anche propri modelli; la nuova modellistica è presentata da una serie di cataloghi creati ad hoc per le diverse linee di prodotto e si propone con un’offerta congiunta di sedie e tavoli.

Progettazione prodotto
Fase di produzione di una sedia

Com’è nato il concept della linea Piuma e quali sono le sue caratteristiche principali?

Piuma è proprio il nome dato dalla storica azienda Livoni alla sedia proposta per la prima volta al Salone del Mobile di Milano nel 2006, quale risultato di un restyling del modello Desio prodotto dall’azienda di Corno di Rosazzo (UD) e presente nel catalogo degli anni ’50.

La caratteristica di questa sedia è la sua leggerezza e nel contempo la garanzia di tenuta. Rispetto al modello Desio viene riproposta con un telaio innovativo che le conferisce grazia ed eleganza e la realizziamo in massello di faggio, frassino oppure in noce con un sedile in multistrato con applicazione di cuoietto, oppure imbottito o ancora con la versione della sedia Piuma con sedile in corda naturale intrecciata direttamente su fusto grazie ad una lavorazione completamente artigianale.

L’articolo, disponibile in diverse finiture, è abbinabile al tavolo ed ai tavolini della stessa linea: un concept unico che racchiude l’idea di “leggera solidità”.

sedia Piuma con sedile in corda lacustre
Sedia Piuma con sedile in corda lacustre

Collaborazioni con noti designer internazionali caratterizzano il vostro catalogo. Come sono nate ed evolute? 

Avere un catalogo implica la collaborazione con designer che portino all’azienda freschezza di idee, soluzioni originali e soprattutto sappiano cogliere le tendenze del momento. In questi ultimi anni l’azienda ha cercato sempre più di estendere queste collaborazioni, tant’è che nella rosa dei nostri designer si è aggiunta anche la cooperazione con lo studio Iosaghini di Bologna conosciuto a livello internazionale.

Il mercato oggi richiede di stare al passo con i tempi e per far questo ci si deve sempre più legare a figure che sono alla ricerca della modernità del prodotto e delle soluzioni più originali.

L’attuale panorama internazionale ha portato ad un periodo di stasi se non di flessione nel distretto della sedia, come vi siete comportati e in che direzione guarda la Livoni?

È vero che l’attuale panorama internazionale ha portato a periodi di forte flessione, ma noi cerchiamo di guardare avanti con ottimismo. Un nostro punto di forza è che i nostri clienti ci contattano sia per i prodotti del nostro catalogo, sia perché siamo in grado di realizzare modelli personalizzati del cliente. Quest’ultimo aspetto fa sì che possiamo soddisfare tutte le richieste e siamo pertanto partners e collaboratori di rinomate aziende.

La costante che caratterizza l’azienda Livoni e che ha caratterizzato tutti questi anni di storia è la serietà, la professionalità e la continua ricerca innovativa ed è su questa strada che intendiamo affrontare anche il futuro.

… Pasqua con chi vuoi!

ovetto di Pasqua

Quando a Natale ti viene detto “Natale con i tuoi” non hai altra scelta che accettare e pensare che invece a Pasqua ti sentirai più libero di organizzarti le festività diversamente: Pasqua e Pasquetta, due giornate festive che accomunano diversi Paesi europei ed extraeuropei, sono da tutti sentite come l’occasione per respirare aria di primavera… tempo permettendo 🙂

È l’occasione per prendere l’auto per un viaggio o una gita fuori porta oppure semplicemente per trascorrere alcune ore in famiglia o con gli amici. Sulle nostre montagne friulane è ancora possibile sciare dato che la stagione invernale è stata ufficialmente prorogata fino ad inizi aprile. Dall’altra parte le prime giornate di sole ci invitano verso le spiagge di Grado e Lignano per una passeggiata sul lungomare con un effetto aerosol assicurato. Allora perché non lasciarti guidare dalle tue preferenze? Basta una sporta, un set per il pane & salame e magari una tovaglietta per organizzare velocemente un pic-nic sulla neve o sulla spiaggia. Atmosfera rilassante anche nei parchi o nelle riserve boschive dove ricercare un prato per posizionarsi con un tavolino ed una sedia e preparare una gustosa grigliata…non dimenticare però il set coltelli per bistecca ed attento a spegnere i fuochi!

Cosa propone, invece, la tradizione nella nostra Regione? Di tradizione antica e prettamente friulano, è il Gioco del Trùc, evento ormai noto che si svolge annualmente a Cividale del Friuli nelle giornate di Pasqua e Pasquetta. Secondo le informazioni pubblicate dal sito turistico della cittadina, diversi sono i borghi sede della manifestazione e gli orari a cui è possibile assistere alle gare (approfondisci). A testimoniare la tradizione un documento conservato nella città ducale che parla di numerose varianti dell’epoca (già dal XVIII secolo o forse prima). Ma in cosa consiste il gioco? Esso consiste nel far rotolare delle uova sode di gallina (colorate come vuole la tradizione con fiori e piante) lungo una discesa di sabbia creata appositamente al vertice della quale viene collocata una tegola, punto di partenza del gioco. Le uova lasciate cadere lungo la tegola rotolano verso il basso andando a toccare le altre già presenti nel “catino” di sabbia (il Trùc), generalmente delimitato da mattoni che formano un campo di gioco circolare. Il gioco ha regole molto precise che si tramandano da generazioni. Lo scopo del gioco, che richiede una discreta abilità, è quello di colpire una o più uova all’interno del Trùc.

Per chi desidera approfittare delle festività per regalarsi un po’ di cultura, interessante l’offerta proposta dai musei regionali: nel capoluogo di Regione una serie di aperture garantite nei giorni di Pasqua e Pasquetta come comunicato dalla rete museale del Comune di Trieste e, a Pordenone aperture straordinarie presso il Museo Civico D’Arte. A Udine l’amministrazione comunale propone diversi eventi legati alla primavera ed alla Pasqua.

Ultimi giorni anche per visitare la mostra a Villa Manin di Passariano dedicata ad uno degli artisti più significativi e rappresentativi del Novecento: Joan Miró. Già moltissime persone hanno goduto di questa esposizione che rimarrà aperta sino al prossimo 3 aprile.

Dopo avervi dato alcuni spunti per passare due giornate all’insegna del relax, non ci resta che augurarvi una Buona Pasqua!

coniglietto Pasqua

Primavera in casa tua

tovaglietta americana e tazza

L’anno 2016 ci porta una Pasqua anticipata rispetto a quanto siamo abituati; le giornate ancora invernali si alternano al primo tiepido tepore dei raggi del sole… allora usciamo dal torpore invernale e prepariamoci appieno a vivere la primavera che sta arrivando.

Come siamo abituati a prepararci per questo periodo? Colori in primis, che attirano l’attenzione e mettono buonumore agli ospiti quando varcano la soglia di casa nostra. Se da una parte le tendenze parlano di colori tenui per decorazioni, accessori e tessili, dall’altro lato i tocchi vivaci del verde, giallo e fucsia caratterizzano normalmente questo periodo.

La scelta delle decorazioni non è casuale se anche tu ricerchi l’artigianato di qualità, magari fatto di elementi semplici come quelli che vengono dalla natura. Ne sono un esempio le creazioni in cartoccio, oggetti che puoi anche lasciare esposti tutto l’anno alternandoli a seconda della stagione: ad esempio curiosi coniglietti si affacciano da dietro il vaso di fiori o saltano felici su paglia colorata, e dalla codina arrotolata spunta il cioccolatino per l’ospite meravigliato. Il coniglietto pasquale è per tradizione l’animaletto delle storie che porta le sorprese ai bambini e, rappresentando la fertilità, è legato al periodo primaverile segno di rinascita della natura. Potete, appunto, arricchirli con ovetti colorati e riporli in cestini, oppure si possono esporre in composizioni per centrotavola o da posizionare in qualche angolino della casa.

Anche la campanella, simbolo pasquale per antonomasia poiché significa richiamo alla Risurrezione, la troviamo in tante riproduzioni artigianali; le campanelle in cartoccio dai nastrini colorati si possono appendere su diverse altezze creando un gioco ottico e variopinto.

Se non lasci al caso i dettagli, chi se ne accorge di sicuro apprezzerà!

Pensi a una tavola perfetta? Regalati la fine tessitura carnica: noi ti proponiamo la tovaglia Primavera in puro lino di fiandra in color ecrù, adatta per abbinare stoviglie e piatti colorati, ma anche decorazioni a tema. Per i tessili consigliata anche la nuance color pesca, come ricorda il nostro set americano Primavera. Prodotti facilmente lavabili in lavatrice con temperature fino a 40°C, sono entrambi prodotti da Carnica Arte Tessile: realtà unica nel suo genere che dagli anni ’50 produce preziosi manufatti, riprendendo la locale tradizione tessile sviluppata a suo tempo da Jacopo Linussio.

Anche i toni medi come il viola ed il marrone sono un must della stagione: noi te li proponiamo nelle decorazioni eseguite a mano sui piatti da portata della linea Rustico Moderno. I fiori ripropongono lo stile tradizionale della manifattura pordenonese “Galvani”, operante a cavallo fra il XIX ed il XX secolo, e portatrice dell’autentica tradizione friulana delle ceramiche. I nostri artigiani locali ne hanno recuperato svariati motivi e sapientemente li rendono attuali sulle moderne maioliche.

Ed infine, se la Pasqua si avvicina… Vuoi davvero stupire? Un originale uovo porta-sorpresa per arrivare pronti alle Feste. Forse hai pensato di comprare quello di cioccolato e di inserirvi la sorpresa all’interno, ma se l’uovo fosse facilmente apribile e richiudibile ed oltre al regalo diventasse un prezioso portaoggetti, non sarebbe ancor più gradito?

Allora cosa aspetti?… Pasqua is coming!

Chi l’ha detto che Romeo e Giulietta sono di Verona?

miniatura coppia di fidanzati

Coppia di fidanzati realizzati in scus (foglie di pannocchia)

 

Chi non è passato almeno una volta davanti alla fatidica casa col balcone dal quale Giulietta si affacciava per parlare al suo amato? Meta delle gite scolastiche ma anche di numerosi gruppi di turisti italiani ed esteri è la casa-torre medievale situata nell’attuale via Cappello di Verona.

Non perché siamo di parte, ma perché sono state eseguite ricerche storiche e letterarie a riguardo, la storia contrastata tra questi due innamorati resi famosi da William Shakespeare, si ispira in realtà alla passione di Luigi Da Porto, letterato di origine vicentine del Sedicesimo secolo, verso Lucina Savorgnan, sua lontana cugina di origini friulane. Tutto ha inizio quando questo personaggio si trova verso il 1510 a combattere a fianco di suo zio Antonio Savorgnan a Cividale del Friuli (UD) e durante una festa mascherata si innamora, corrisposto, dell’allora sedicenne Lucina. A causa delle concomitanti rivolte locali del periodo sfociate nel cosiddetto “Riviel de Joibe Grasse” e caratterizzati da scontri, anche le rispettive famiglie dei due giovani si trovarono coinvolte contrapposte fra di loro. Luigi, ferito, dovette ritornare a casa, e, quando seppe che Lucina era stata data in sposa ad un altro Savorgnan, non si diede pace. A quanto pare questo suo stato emotivo lo portò a scrivere la novella che ora noi tutti conosciamo utilizzando nomi e riferimenti diversi, forse traendo spunto dalla sua origine vicentina.

In conclusione Shakespeare ha tratto ispirazione da questa novella e l’ha riempita di mito e romanticismo, tanto che è diventata un simbolo in tutto il mondo… Chi l’avrebbe mai detto che Luigi e Lucina avrebbero caratterizzato la letteratura romantica da quel momento in poi?

Questa ricerca è stata condotta da Albino Comelli, psicoterapeuta e Francesca Tesei, storica ed archeologa e può essere letta in modo dettagliato nel libro “Giulietta e Romeo, L’origine friulana del mito” edito da L’Autore Libri Firenze.

Noi però preferiamo proporre una versione “felice” degli innamorati: su una panchina, insieme, come quella proposta dal nostro artigianato locale.

A tutti gli innamorati buon San Valentino 💘

 

Si respira aria di Carnevale

Carnevale Sauris

Immagine gentilmente concessa da Ermes Colle.

 

Il Carnevale è arrivato portando quell’aria frizzante propria dei festeggiamenti che, anche in Friuli Venezia Giulia, ormai sono appuntamenti fissi e si svolgono un po’ in tutte le località, come le tante sfilate che si susseguono nei fine settimana e che vedono il clou tra le giornate di Giovedì e Martedì Grasso.
Diverse sono le tradizioni che annualmente si riscoprono in occasione di questo periodo, fra tanti eventi citiamo il carnevale di Muggia, quello resiano, di Timau, quello di Sauris, di Grado e delle Valli del Natisone.

Sono molti anche gli esempi di maschere in legno e travestimenti spettacolari riproposti di anno in anno durante questi eventi. Ad esempio, similmente alle maschere di legno carnevalesche delle contrade delle Alpi austriache e di quelle tirolesi, anche in Carnia sono stati reperiti esemplari interessanti.
Caratteristica generale è che fossero effettivamente portabili e quindi che si adattassero al viso di chi le voleva indossare; soprattutto quelle provenienti da Forni di Sotto hanno una dimensione molto grande, con tinte rosse e rosee ed un’espressione ironica.
In Carnia si sono recuperate maschere raffiguranti visi più o meno deformati e caricaturali, mentre diversamente dall’area tedesca non sono presenti maschere zoomorfe e terrificanti, anche se c’è qualche esempio di diavolo. Quindi in questa area l’intento era più ridanciano che di voler mettere paura, o con una caratterizzazione religiosa come le maschere dei Re Magi utilizzate nella ricorrenza dell’Epifania.

Questa volta vi proponiamo un breve accenno sulla tradizione delle maschere della zona di Sauris.
Sauris, data la sua peculiarità di paese piuttosto isolato ed a una certa altitudine, ha coltivato fino ad oggi questa tradizione, portata avanti da doversi abitanti del pase che ancora si creano le maschere in casa, ma anche da falegnami quali i Fratelli Plozzer che organizzano anche dei veri e propri corsi di intaglio di maschere.
Il Carnevale di Sauris (Der Zahrar Voschankh) ha avuto notevoli influenze dal mondo tedesco e alpino ed ha sviluppato dei personaggi molto ben definiti entro cui si deve svolgere la manifestazione, presenta inoltre delle caratteristiche simili a quello di Sappada e di altre zone alpine.
Le tipiche maschere sono: il Rolar con abiti vecchi, campanacci e il viso sporco di fuliggine, il Kheirar con una scopa di rami di ontano e si ha poi la suddivisione in Maschere Belle, Meno Belle e Brutte.
Il Rolar e il Kheirar hanno dei ruoli codificati di comando e di guida; il primo con i campanacci (il suo nome significa proprio questo) chiama le maschere in strada per la camminata e il secondo interviene quando si deve entrare nelle case. Gli altri personaggi presentano maschere in legno da mettere sul volto, appartenenti alle tre categorie sopracitate con vecchi indumenti e cappellini con fiori di carta e nastri colorati. Erano tutte realizzate in legno di ontano e le Maschere Belle avevano il volto chiaro, i baffetti neri e spesso un pizzetto, le labbra rosse, fori per gli occhi e la bocca, il legno era ben levigato e dipinto mentre le altre si differenziavano per il colore più scuro del viso. Queste maschere in legno non avevano, comunque, espressioni particolari ma servivano principalmente per nascondere l’identità delle persone tutte adulte.
I mascheramenti avvenivano nei giorni del giovedì, sabato e domenica prima delle Ceneri; si radunavano tutte le maschere e poi si partiva con le lanterne per una camminata da Sauris di Sopra e si andava scendendo fino al paese di Lateis, passando per i boschi e i prati. Il Kheirar bussava alle porte delle case per entrare e portare il Carnevale al pubblico e le maschere con dei cestini raccoglievano dei piccoli doni come la farina, uova, burro e ricotta; questa maschera inoltre spazzava con la scopa anche per cacciare simbolicamente l’inverno e le forze negative e far posto alla primavera. Tutti i prodotti alimentari venivano poi utilizzati per una cena comune dei mascherati, alla fine del Carnevale. Veniva inoltre realizzato anche un evento dedicato ai bambini nel pomeriggio del Giovedì Grasso.
Dopo un periodo di decadimento, negli ultimi venti anni grazie ad alcuni abitanti ed alla Proloco, si è ripresa la manifestazione svolgendosi negli angoli più suggestivi del paese e nei locali pubblici. Ogni anno nel sabato prima delle Ceneri parte il giro di Sauris di Sopra, poi il gruppo delle maschere e gli spettatori si inoltrano nel bosco camminando lungo un suggestivo percorso notturno, illuminato dalle lanterne raggiungendo gli altri paesi. Vengono ricreati dei costumi in stile contadino e indossate maschere in legno anche di nuova realizzazione, e oltre agli adulti vengono coinvolti anche i bambini.
Oggi le maschere in legno sono realizzate da un unico pezzo di legno di cirmolo e, se riprendono in generale le caratteristiche di un tempo, hanno poi dei particolari di fantasia e soprattutto le Maschere Brutte hanno un aspetto più deformato.

Noi abbiamo selezionato per voi le maschere belle della tradizione sauriana, la Maschera maschile e quella femminile, veri e propri must d’arredo per chi vuole dare un tocco originale alla sua casa.